Critica performativa

Oggi l’arte si fa con tutto, perché non farla con i critici?
Nasce così, in risposta a questo affascinante e originale interrogativo, “Critica performativa”, la mostra-evento in programma Sabato 17 marzo alle 18 nelle sale del Cottage & Spa di Villa Abbondanzi (Via Emilia Ponente, 23 – Faenza), nell’ambito della rassegna d’arte “Body Butterfly”.

L’appuntamento costituisce la presentazione al pubblico della figura del critico performante e rappresenta l’anteprima di un progetto editoriale che il critico e curatore indipendente, Isabella Falbo (Fidenza, 1974), sta sviluppando nell’ambito della critica d’arte dal 2008. Nelle critiche performanti che Isabella Falbo ha condotto su e con artisti di varia formazione, l’azione di critica d’arte si realizza attraverso una osservazione “partecipante” che investe e utilizza il corpo del critico d’arte.


“L’idea di fare critica performativa – spiega Isabella Falbo nasce dalla mia necessità di riflettere sul senso di fare critica d’arte oggi e dalla consapevolezza di un approccio personale che, fin dagli esordi nel 2001, si è caratterizzato per la capacità di instaurare un rapporto empatico con l’artista”. “Le mie critiche performative – prosegue – sono rappresentazioni visive del lavoro di artisti in cui, attraverso la performance documentata dalla fotografia, i pensieri, le riflessioni, i sentimenti prendono forma e si sviluppano dipanandosi. Il corpo del critico – senza mai essere protagonista di per sé – prova a raccontare la sostanza dell’opera”.

Come critico partecipante, Isabella Falbo ha un approccio totalmente coinvolgente, che non si esaurisce a livello teorico utilizzando solo l’intelletto attraverso la scrittura, ma impiegando il corpo per entrare realmente – e fisicamente – nell’opera. In “Critica performativa” il corpo – leit motiv del ciclo “Body Butterfly” – diviene icona di stile.

Un corpo critico che esplora ed interpreta le sensazioni legate all’opera d’arte unendosi ad essa e al suo autore in un rapporto di empatia e di ricerca di stati emozionali. Lo spettatore entra, in questo gioco di body-act in cui l’azione ironica e il gusto del vestimento concettuale creano una mise en scène di acuto ed originale potere interpretativo.

Per presentare al pubblico la genesi di una critica performante, durante l’evento l’autrice eseguirà una performance dal vivo nel lavoro di Stefano Babboni.

Mentre nella sala del ristorante Cinque Cucchiai sarà presentata l’istallazione “Critico performante (self-portrait)”, tecnica mista con foto e inserti oggettuali, rose, scarpe scultura di Gianmarco Lorenzi.

Le opere selezionate per la mostra di Villa Abbondanzi attengono al lavoro degli artisti Stefano Babboni, Giorgio Bevignani, Massimo Festi, Fabio Lombrici, Stefano Scheda, Cosimo Terlizzi e Dania Zanotto. La traduzione in immagini delle esperienze di critica performativa si è avvalsa della collaborazione di Roberto Roda, del Centro Etnografico-Osservatorio Nazionale sulla Fotografia del Comune di Ferrara.


In foto: Isabella Falbo nel lavoro di Stefano Scheda, Prêt-à-Le spoglie/atelier abit-azione, 2011. Foto di Fabio Francesco Chionna. Stampa su leger, 48 x70 cm