Festival italo-irlandese (Nogarole Rocca, 3/6 maggio 2012)

L’associazione per la promozione della cultura, ònoma, presenta la seconda edizione del Festival italo-irlandese di Nogarole Rocca (Verona), dal 3 al 6 maggio 2012, che si terrà all’agriturismo Corte Castelletto.

L’Italia e l’Irlanda condividono il retroterra cattolico, ma anche la tradizione agricola che vira all’improvviso – sebbene in momenti storici diversi e con diversa intensità – verso l’inattesa esplosione di uno sviluppo industriale, finanziario e urbano. La famiglia esercita in entrambi i Paesi un ruolo cruciale, quasi come se fosse più un’effettiva istituzione che non una piccola comunità sociale.
Eppure, i due Paesi hanno modi radicalmente diversi di raccontare storie.
La fine della seconda guerra mondiale è stata in Italia l’inizio di una nuova era politica e sociale: niente più bambini al lavoro, non più donne vincolate al lavoro domestico, basta caminetti davanti ai quali gli anziani svolgevano il loro ruolo di custodi e diffusori delle storie familiari. Abbiamo conosciuto il femminismo, conquistato nuove leggi. Abbiamo costruito il nostro primo Sistema sanitario nazionale. Abbiamo modificato la nostra vita quotidiana. Le persone del sud sono venute al nord cercando lavoro; e l’hanno trovato in fabbriche che per sostenere il boom economico hanno alterato il nostro ambiente naturale.
Abbiamo conosciuto il terrorismo e siamo piombati nella nostra specialissima forma di «Patriot Act» (le nostre leggi speciali antiterrorismo) ben prima dell’11 settembre 2001.
E il nostro modo di raccontare le storie è cambiato. Qualcosa nelle nostre storie e nella nostra tradizione è, a modo suo, morto per sempre.

L’Irlanda non ha mai vissuto la tragica ferita inflitta all’Europa e non solo dalla seconda guerra mondiale. E non ha smesso di raccontare le sue storie; gli irlandesi stanno ancora raccontandole qui e ora, e scrivendole, e pubblicandole. E le loro storie hanno a che vedere tanto col presente quanto col passato; con le storie e la storia, quella con la maiuscola; il memoir e la finzione; la vita di campagna e l’ambiente metropolitano o cittadino; il conflitto e la riconciliazione; la povertà e la «tigre celtica» ormai consegnata al passato; l’emigrazione e l’immigrazione.

La letteratura irlandese continua a mantenersi all’altezza della sua straordinaria tradizione. Dublino è meritatamente stata designata dall’Unesco Città della Letteratura, e gli autori irlandesi sono conosciutissimi in tutto il mondo.

***

Il Festival: com’è nato

La primissima idea intorno alla possibilità di un incontro fra persone dei due Paesi «cugini» venne fuori come inaspettato risultato di un corso di scrittura creativa che a Dublino, all’Irish Writers’ Centre, tenne Catherine Dunne. Una degli attuali organizzatori italiani del Festival, Federica Sgaggio – appassionata di musica e letteratura irlandese, e forse, chissà, perfino del tempo meteorologico – ha partecipato con grande soddisfazione alle lezioni della Dunne, e ha cominciato a chiacchierare con alcuni amici, anch’essi scrittori, dei suggerimenti che la grande scrittrice aveva dato in quel corso. Ma a quel punto, perché non dare anche ad altri amici – giornalisti, docenti, attori, editori, editor, o semplicemente appassionati di letteratura – la possibilità di approfondire la loro conoscenza della cultura, dei libri, degli autori, dei luoghi, dell’arte e della storia irlandese?
Ed ecco qui.
Ci incontrammo e pensammo a questo progetto.
Tornammo in Irlanda una volta, e due, e poi tre e poi ancora molte altre volte: per seguire corsi all’IWC, a incontrare persone, ad annusare un’atmosfera, a comperare libri che non si sarebbero mai trovati nelle librerie italiane (anche se sul web c’erano, ma comprare sul web è completamente un’altra esperienza); per partecipare a eventi significativi come l’edizione del 40° anniversario della Listowel Writers’ Week.

***

La prima edizione del Festival

E l’anno scorso, fra il 1° e il 4 settembre, otto di noi, grazie al supporto dell’Istituto italiano di cultura di Dublino, hanno dato vita alla prima edizione del Festival letterario italo-irlandese, che s’è tenuto nella capitale irlandese.

Abbiamo incontrato alcuni fra i più celebrati scrittori irlandesi e alcuni fra gli emergenti più interessanti: in molti casi, abbiamo dovuto leggere i loro lavori in lingua originale, perché nessuno li ha ancora tradotti in italiano.

Siamo stati accompagnati in un viaggio di conoscenza che ci ha condotti a dialogare con l’Irish Literature Exchange, istituzione pubblica che finanzia le case editrici straniere per la traduzione delle opere degli autori irlandesi; abbiamo conosciuto l’attività del Sindacato scrittori per il sostegno al lavoro di chi vive di cultura; abbiamo visitato i luoghi di Joyce; abbiamo discusso di progetti comuni.

Siamo stati onorati di avere la fortuna di poter diffondere in Italia il lavoro degli scrittori irlandesi; e di poterci accostare all’arte, alla cultura, alla letteratura, al calore delle persone e alla bellezza degli scenari naturali. Siamo stati onorati di poter promuovere in Irlanda la conoscenza del lavoro di chi con la cultura ha a che fare qui, in Italia; di chi scrive, di chi traduce, di chi pubblica piccole riviste; di chi si prende a cuore i libri.

E ora tocca a noi.

***

La seconda edizione del Festival

Ora il progetto – com’era previsto e come siamo felici che sia – si sviluppa.

Dal 3 al 6 maggio 2012, saremo lieti di ospitare sette fra i «colleghi» irlandesi che abbiamo conosciuto l’anno scorso. Con la fondamentale collaborazione dell’instancabile Catherine Dunne, l’organizzazione procede.

A Nogarole Rocca e Verona, dunque, saranno con noi, oltre a Catherine Dunne, pubblicata in Italia da Guanda, l’attore e romanziere nordirlandese John Lynch, l’editor e scrittore Anthony Glavin (che curò l’edizione di tre libri di Nuala O’ Faolain, tutti e tre a lungo nelle classifiche dei bestseller del New York Times), le due poetesse Niamh McAlister e Celia de Freine (che scrive anche in lingua gaelica Irish), la scrittrice e blogger irlandese dell’anno 2010 June Caldwell, e la scrittrice e insegnante di scrittura creativa Lia Mills, che pubblica per Penguin Books.

Siamo onorati di poter contare sull’attenzione dell’Ambasciata irlandese in Italia, sulla presenza dell’Irish Writers’ Centre, sul patrocinio del Comune di Nogarole Rocca (Verona), e sull’assistenza del Circolo dei Lettori di Verona e della ScuolAleph di scrittura creativa di Verona.


Programma

Il programma è ancora suscettibile di qualche variazione, ma ciò che fin d’ora è certo è che fra i suoi eventi centrali c’è un workshop sulle storie («Ogni storia è un milione di storie»-«Any story is a million stories»), che coinvolge un attore (Fabio Bussotti), un giornalista (Luigi Grimaldi), una scrittrice (Federica Sgaggio), un’editor (Barbara Gozzi) e due psicoterapeuti di orientamento sistemico del Centro Milanese di Terapia della Famiglia (Massimo Giuliani) e del centro torinese Episteme (Teresa Arcelloni).

Per lo svolgimento del seminario – che durerà l’intera giornata di venerdì 4 maggio e, come forma di autofinanziamento dell’iniziativa, sarà aperto ad allievi paganti che selezioneremo nelle prossime settimane – ci avvarremo di due interpreti professionisti appartenenti all’Associazione nazionale interpreti di conferenza professionisti (Aiti).
Il workshop darà modo agli allievi di sviluppare creativamente e di scrivere una storia breve che, con l’assistenza dei docenti e degli scrittori irlandesi, confluirà successivamente – dopo l’editing – in un’antologia di cui cureremo la pubblicazione. Nell’antologia saranno incluse anche le storie raccontate dai docenti dell’associazione ònoma e dagli scrittori irlandesi.

Nella mattinata di sabato 5 maggio è previsto un incontro chiuso al pubblico fra gli ospiti irlandesi e un gruppo di professionisti italiani della scrittura e della letteratura (editor, traduttori, agenti letterari, rappresentanti di case editrici), per confrontare e mettere in rete le diverse esperienze nei due Paesi.
Nel pomeriggio, l’incontro si apre: oltre che i protagonisti della mattina, sono invitati a parlare alcuni scrittori esordienti, che racconteranno le loro esperienze nel mondo editoriale italiano e ascolteranno le esperienze dei loro colleghi stranieri.

Nella mattinata di domenica 6, Catherine Dunne e i colleghi terranno a Verona in inglese un breve seminario di scrittura creativa destinato a persone che parlano e scrivono in inglese.

Il Festival ospiterà anche due serate pubbliche, una a Nogarole Rocca, l’altra a Verona.
Nella serata veronese, gli scrittori irlandesi incontreranno i lettori, e sarà presentato – in volume bilingue  – Moving On, un lavoro per la cui pubblicazione Catherine Dunne ha ceduto gratuitamente i diritti all’associazione ònoma, che lo metterà in vendita in quell’occasione ad esclusivo scopo di autofinanziamento.
La copertina del volumetto – in edizione pregiata, limitata e numerata – sarà illustrata dal grande artista italiano Mimmo Paladino.

Nella stessa serata, un gruppo di musicisti italiani che da anni partecipa ai più prestigiosi festival di musica tradizionale in tutta l’area celtica nordeuropea (dalla Scozia all’Irlanda) si esibirà dal vivo.

Nelle quattro giornate non ci sarà solo lavoro: per dare modo ai nostri ospiti, che si sono impegnati nella diffusione del lavoro dei colleghi italiani nel loro Paese, di avere la misura della bellezza del territorio, stiamo organizzando una gita ricreativo-culturale sul Lago di Garda e una visita guidata alla città di Verona.

Per dare a chiunque la possibilità di comprendere appieno i contenuti di tutte e quattro le giornate di lavoro, abbiamo comunque previsto la costante assistenza di traduttori e/o interpreti, così da dare a tutti la possibilità di esprimersi nella propria lingua madre.

Siamo convinti che un Paese che dà ai suoi artisti un così grande sostegno così come l’Irlanda fa, a dispetto della crisi finanziaria, merita di essere «promosso» in Italia come esempio di quanto la cultura sia un saggio investimento nel benessere, nell’autostima e, soprattutto, nel futuro dei suoi cittadini.

E siamo orgogliosi di poter contare sia sul sostegno di un gruppo di scrittori così attivo e coeso, sia sull’Irish Writers’ Centre, per la promozione del lavoro dei giovani (e meno giovani) scrittori e operatori culturali italiani.


associazione per la promozione della cultura
ònoma