The dead – secondo shoot

E’ dedicato a uno dei racconti cardine del Novecento letterario – The dead di James Joyce – la seconda tappa dell’esplorazione artistica ed espressiva che Città di Ebla porterà in scena al Teatro Diego Fabbri di Forlì mercoledì 4 aprile alle 21. Dopo La metamorfosi di Kafka, il collettivo artistico forlivese prosegue con The dead – secondo shoot l’esplorazione del rapporto tra azione scenica e fotografia: fotografia come nostalgia, come finestra su un altro mondo, a noi contiguo.
L’indagine agisce sulla percezione dello spettatore e viene condotta mediante cortocircuiti espressivi in un continuo incrociarsi di performance live e fotografia, di rumori fuori scena e luci narranti. Attraverso l’utilizzo in scena dello scatto fotografico in tempo reale, mediante il quale gli spettatori vedono la scena per una parte dello spettacolo, il corpo dell’attore dialoga con l’immagine in divenire che prende corpo in una serie di scatti consecutivi. I confini della parola s’infrangono e riprendono corpo attraverso la costante contaminazione visiva e sonora tra teatro e fotografia, tra vita e morte.

Il progetto “The dead”, che approda al Diego Fabbri dopo l’anteprima ai cantieri Temps d’Images di Romaeuropa Festival nell’ottobre 2010, prosegue con una serie di tappe – shoot appunto, inteso come scatto o sparo – in successione cronologica progressiva e culminerà nella prima nazionale di Romaeuropa Festival 2012, dove troverà la sua forma definitiva.

“Dopo ‘La metamorfosi’ sento di dovermi ancora occupare di un racconto di inizio Novecento – spiega Claudio Angelini, ideatore, regista e curatore delle luci -. Mi sono soffermato sul ‘mozzo’ attorno a cui ruota tutta la produzione di Joyce. Il suo canto d’esilio. Ho scoperto che ‘The dead’ è un’insuperabile guida per andare a caccia di fantasmi. I propri. E’ parlare della vita come luogo confinante con altre realtà che ci sono in-tangibilmente prossime. La parola che mi interessa è nostalgia. Si può parlare di nostalgia del presente? E’ solo una questione sentimentale?Mi sono chiesto perché la mia attenzione ora e, da un po’ di tempo, si rivolge a piccole storie borghesi, la cui trama può apparire semplice e quasi banale come nel caso di The dead o avere un elemento di grande potenza che si esaurisce subito come ne La metamorfosi. Posso solo dire questo: una personale e istantanea rivoluzione emotiva, nell’intimo della nostra stanza, agisce come una detonazione o una deflagrazione.

Lo voglio dire, sconvolge le sorti umane al pari di una guerra. A volte le guerre ci appaiono come un duro sfondo di cui sappiamo poco o nulla. Conosciamo però lo scuotimento del nostro quotidiano nelle sue più telluriche smagliature. Joyce e Kafka ne hanno saputo parlare. Hanno parlato di me e forse anche di te, spettatore”.

Biglietto unico: 10 euro



Ideazione, luci e regia: Claudio Angelini
Con: Valentina Bravetti
Fotografie in tempo reale: Laura Arlotti
Fonica e manipolazione del suono: Franco Naddei
Collaborazione drammaturgica: Riccardo Fazi
Cura degli allestimenti e costumi: Elisa Gandini
Direzione tecnica: Luca Giovagnoli
Una produzione: Città di Ebla, Romaeuropa Festival 2012
Con il sostegno di: Comune di Forlì, Provincia Forli-Cesena, Regione Emilia-Romagna

Enrico Malatesta e Stefano Pilia – Diagonal Loft Club ore 22,30
A seguire, al Diagonal Loft Club alle 22.30 si terrà la performance live di Enrico Malatesta e Stefano Pilia, il primo sulle pelli e sui piatti, il secondo sulle corde e sulle valvole. Entrambi tour-operators, organizzano viaggi tutto compreso verso al nocciolo del suono. E’ una delle rare occasioni di godersi Enrico Malatesta e Stefano Pilia in combo. Pilia e Malatesta, amici di lunga data del Festival Ipercorpo e del Diagonal Loft Club, tornano a ricordarci che forse è proprio l’astrazione il modo più pragmatico per centrare la questione sonora (o anche viceversa).
Ingresso gratuito