Ipercorpo 2012 – Articolo 1

Il lavoro in scena. Manuale, concettuale, artistico. Il lavoro come condizione esistenziale, come precarietà del presente e domanda di futuro. Il lavoro come Articolo 1, elemento fondante e sottotitolo della settima edizione di Ipercorpo, il festival di arti performative ideato quest’anno da Città di Ebla e Davide Ferri, e diretto da Claudio Angelini insieme a Valentina Bravetti, Elisa Gandini, Davide Fabbri, che si svolgerà a Forlì dal 20 al 23 settembre all’Ex-Deposito ATR Savonarola, con sessione inaugurale martedì 18 settembre alla Fabbrica delle Candele.

Patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ipercorpo 2012 è inserito nella Prove Tecniche per Ravenna Capitale della Cultura 2019.

La Collezione Verzocchi
Fonte di ispirazione per l’edizione di quest’anno è la Collezione Verzocchi, ospitata nella Pinacoteca civica a pochi passi dall’Ex-Deposito, quasi a farne da contraltare e, allo stesso tempo, da orizzonte storico sul quale proiettare il filo del discorso. Grazie alla collaborazione con Davide Ferri, infatti, Ipercorpo 2012 troverà continuità progettuale nella primavera del 2013, quando la Collezione verrà trasferita nella nuova sede di Palazzo Romagnoli, inaugurato per l’occasione.

La Collezione Verzocchi fu ideata nel 1949, in pieno fermento di ricostruzione postbellica, da Giuseppe Verzocchi, che commissionò a 70 giovani artisti italiani del tempo un’opera sul tema del lavoro. Era una scommessa folle ma quei giovani sconosciuti, nouvelle vague dell’Italia postbellica, divennero poi grandi nomi dell’arte: Guttuso, Morlotti, Sassu, De Pisis, Casorati, de Chirico, Soffici, Sironi, Migneco. Verzocchi aveva investito sui giovani e il tempo gli ha dato ragione. Da questo patrimonio e da questa scommessa nasce il percorso di riflessione artistica di Ipercorpo 2012 che ha lanciato un bando alle compagnie italiane invitandole a presentare spettacoli, nuovi o già messi in scena, ma interessanti per ampliare una riflessione sul mondo del lavoro.

L’Ex-Deposito ATR crocevia di linguaggi Per il secondo anno consecutivo, ad ospitare il festival sarà la suggestiva cornice dell’Ex Deposito delle

corriere, rimasto chiuso al pubblico per oltre dieci anni e restituito alla città come vivace contenitore culturale e fucina creativa in cui musica, teatro, performances, video e installazioni si alterneranno in un inedito incrocio di linguaggi. Un incrocio che riflette quello delle differenti sfaccettature che la parola “lavoro” assume oggi nell’opera di alcune tra le più interessanti realtà della scena italiana: Anagoor, Pathosformel, Mirto Baliani, Teatrino Clandestino, Silvia Camporesi, Teatro Sotterraneo, Muna Mussie, Paola Bianchi e Fausto Balbo, Spazi Indecisi, Ivan Fantini, Massimo Foschi, Fuzz + Maggiore, Enrico Gabrielli, tra i protagonisti di questa edizione.

“Dopo sei anni di esperimenti attorno ad una forma festival si riparte con la sensazione che tutto sia da rifare di nuovo – spiega Claudio Angelini -. Ma è veramente possibile coglierne degli aspetti inediti? Inedita è la collaborazione ideativa con un giovane critico e curatore d’arte contemporanea, Davide Ferri, che negli anni ha lavorato con continuità sul medium pittura. Inedito uno sfondo così preciso come quello della collezione Verzocchi – precisa – tale da chiamarci ad organizzare un bando per la scelta dei progetti, fatto inedito anch’esso. Inedito un confronto con una parola che avverto così pericolosa: lavoro. Se ne percepisce il pericolo non tanto per l’ampiezza dei significanti quanto per la loro corruzione entro frasi e declinazioni di pensiero immediatamente strumentalizzabili”.