MOBY DICK. Verso il mare aperto

“Noi dobbiamo muovere senza fine
Verso un’altra intensità
Per un’unione più completa, per una comunione più profonda Attraverso il buio, il freddo e la vuota desolazione,
Il grido dell’onda, il grido del vento, la distesa d’acqua
Della procellaria e del delfino.

Nella mia fine è il mio inizio”
T.S. ELIOT “Quattro quartetti” (East Coker)

Il tempo che stiamo vivendo può essere ben rappresentato dall’immagine del mare aperto. Perduti i porti sicuri – tali, almeno, sembravano – di un’economia in continua espansione, il presente si configura sempre più come una navigazione senza meta, infida e dall’esito incerto.
Il mare aperto, però, pur conservando una irriducibile componente di pericolo e di rischio, è anche il luogo della krisis, nel significato etimologico della parola, cioè della ‘decisione’, della ‘scelta responsabile’.
È Moby Dick di Hermann Melville – opera polifonica e autentico compendio del canone occidentale – il romanzo cui si ispira la XII edizione del festival L’Occidente nel labirinto intitolato “Moby Dick. Verso il mare aperto” che si svolgerà a Forlì dal 26 settembre al 4 dicembre.

Un romanzo che, insieme all’Odissea, più di qualunque altro ha investigato l’ambiguità del mare aperto, il suo essere occasione di perdizione, ma anche di redenzione, di scontro con potenze ctonie, ma anche di incontro con messaggeri che annunciano il Novum.
Il festival è partner della Settimana del Buon Vivere ed è inserito nelle http://www.ravenna2019.eu/ita/Eventi/In-corso/Prove-Tecniche-2019#mce_temp_url#.

Ricco e quanto mai poliedrico il calendario degli eventi – dieci in tutto – nel quale si alterneranno appuntamenti musicali, letture, recital, dialoghi con l’autore, conferenze e proiezioni cinematografiche. Tra i protagonisti di questa edizione ci saranno Gian Carlo Caselli, Procuratore della Repubblica di Torino; Gabriella Caramore, conduttrice della trasmissione Uomini e profeti; Paolo Ricca, decano della Chiesa Valdese italiana; Mino Marani, storico collaboratore del festival; Massimo Marottoli, teologo e pastore della comunità valdese di Genova; Elio Matassi, docente di Filosofia Morale.
“Bisogna immergersi sotto la crosta dell’ovvio”, scrive Melville. Questa edizione del festival sarà, pertanto, un viaggio sotto la superficie dell’ovvio, sotto la crosta di un’attualità fin troppo perentoria che sovrasta, come un idolo, le nostre vite.
In compagnia di Achab, e di tutte le grandi figure del mito che tramano il grande romanzo di Melville, si entrerà nello spazio, mortale ma anche salvifico, della ricerca della verità, per contrastare l’idea dell’Uno che tanto ha affascinato, in modo pernicioso, l’Occidente, e che sempre cerca di sedurre la mente umana.

Un festival, una pluralità di relazioni
Cifra del festival è l’ordito di relazioni che nel corso degli anni ha tessuto non solo con gli artisti e gli intellettuali locali, ma anche con prestigiose realtà nazionali e internazionali, tra cui si ricordano l’European Community Chamber Orchestra, il Teatro Regio di Torino, Emilia Romagna Festival, Città di Ebla, Masque Teatro.
L’apertura ad altre realtà culturali, oltre a rendere possibile un virtuoso meticciato culturale, ha consentito, altresì, di realizzare nuove produzioni artistiche, alcune delle quali – come La metamorfosi di Città di Ebla – sono tuttora allestite nei teatri del nostro Paese e nei principali festival europei di teatro contemporaneo.
La XII edizione prevede la collaborazione con il M° Mino Marani, Dirigier Verplifchtung presso lo Staatstheater di Magonza e con l’Accademia Salisburghese.
L’evento inaugurale del festival – l’oratorio Exodos. Tragedia della ricerca – è inserito nel programma degli eventi culturali che si terranno all’interno della terza edizione della Settimana del Buon Vivere, promossa da Legacoop Forlì.

Prova Tecnica per Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019
Il sottotitolo della XII edizione del festival riprende una delle cinque tracce del dossier di candidatura di Ravenna quale Capitale europea della Cultura per il 2019. Il festival è inserito nel canone delle prove tecniche che, nel corso del 2012, alcune istituzioni culturali di Forlì e del territorio presenteranno a sostegno della candidatura ravennate, la quale, indipendentemente dal suo esito, costituisce già di per sé un unicum in terra di Romagna, per l’opportunità che offre alle tre principali città – Ravenna, Forlì e Rimini – di realizzare un solo, grande distretto culturale.

Rapporti con le scuole
Interlocutori privilegiati del Festival sono gli istituti superiori della città. Alcuni ospiti del festival, in ragione di un impegno e di una statura morale che a buon diritto li ha confermati maestri del nostro tempo, saranno ospiti, il giorno successivo all’evento pubblico che li vedrà quali relatori, in una scuola superiore in dialogo con gli studenti. Nel solco di una felice collaborazione, al Liceo Artistico e Musicale di Forlì è stata affidata la realizzazione di pannelli artistici che fungeranno da elementi scenografici di alcuni eventi in programma.

PROGRAMMA

Due sono le nuove produzioni. La prima è “Exodos. Tragedia della ricerca” – un oratorio per tre voci soliste (Andrea Soffiantini, Maurizio Casali e Franco Olivero), coro, flauto (Yuri Ciccarese) e pianoforte (Filippo Pantieri) scritto da Alessandro Spazzoli su Libretto di Andrea Panzavolta – che inaugurerà la XII edizione del festival mercoledì 26 settembre (ore 21), nella Sala Grande di Lettura della Biblioteca Comunale A. Saffi di Forlì.
L’oratorio, costruito come un dialogo tra Giobbe, Edipo e Achab, è una riflessione sul ‘grido’ quale momento originario di ogni vera theo-logia, di un autentico parlare non di o intorno a, ma direttamente a Dio. L’introduzione è affidata a Massimo Marottoli, teologo e pastore della comunità valdese di Genova. L’evento è in collaborazione con la Settimana del Buon Vivere.

La seconda produzione è anch’essa una partitura composta dal M° Mino Marani, storico collaboratore del festival sulle suggestioni ricevuti da tre celebri naufragi letterari: quelli del profeta Giona, di Ulisse (nella versione che ne ha offerto Dante) e di Achab.
“Infin che il mar fu sopra noi richiuso. Tre naufragi” andrà in scena venerdì 16 novembre (ore 21) alla Fabbrica delle Candele. L’introduzione è affidata a Elio Matassi, docente di Filosofia Morale all’Università di Roma 3. L’esecuzione all’Ensemble Accademia Malatestiana, con la partecipazione del celebre violoncellista Sebastiano Severi. Mariolina Coppola leggerà passi antologici dalla Bibbia, dalla Divina Commedia e dal Moby Dick.

Ancora musica e parole giovedì 25 ottobre (ore 21) sempre alla Fabbrica delle Candele con “L’ultima lotta contro la balena. Bartleby lo scrivano”. Lo stupendo racconto di Melville – una vera e propria appendice all’immenso Moby Dick – sarà commentato da Claudio Angelini, regista teatrale, e da Andrea Panzavolta, saggista. Marco Lugaresi, fagotto della celebre Camerata di Salisburgo, e il pianista Filippo Pantieri eseguiranno partiture del ‘900.

Venerdì 12 ottobre (ore 21) nell’Abbazia di S. Mercuriale, è previsto “Nel ventre della balena”. Il teologo Paolo Ricca, decano della Chiesa Valdese italiana, rifletterà su uno dei testi più brevi, ma intensi della Bibbia, il libro del profeta Giona, che attraverso in esergo al grande romanzo di Melville. Mariolina Coppola reciterà alcuni passi dal Moby Dick, mentre l’organista Walter D’Arcangelo eseguirà alcune partiture di J.S. Bach.

Sabato 17 novembre (ore 10) nel Salone Comunale, torna per la terza volta quale gradito ospite del festival Gian Carlo Caselli, Procuratore della Repubblica di Torino. “Terrorismo e mafia. Leviatani d’Italia” è il tema, di scottante attualità anche per le regioni del Nord Italia, su cui Caselli porterà la sua testimonianza, maturata tra l’altro negli anni trascorsi alla direzione della Procura antimafia di Palermo.

La tradizionale rassegna cinematografica, in collaborazione come sempre con la Multisala Saffi Cinema d’essai, prevede quattro film che si presentano come altrettante variazioni sul tema dell’ossessione: precisamente ossessione della ricchezza con Rapina a mano armata di S. Kubick (lunedì 1 ottobre), dell’onore con I duellanti di R. Scott (lunedì 29 ottobre); della felicità con Ossessione di L. Visconti (lunedì 12 novembre) e dell’amore con La storia di Adele H. di F. Truffaut (lunedì 26 novembre). Dopo la proiezione Pietro Caruso (giornalista), Ilario Belloni (Università di Pisa) e Andrea Panzavolta (saggista) discuteranno i film.

Martedì 4 dicembre (ore 21) nella chiesa di S. Antonio Abate in Ravaldino, l’evento conclusivo: “Nella mia fine è il mio inizio. I Quattro quartetti di T.S. Eliot”.
A parlare dei Quartetti, una delle vette della poesia del ‘900, sarà Gabriella Caramore, nota al grande pubblico per la trasmissione radiofonica Uomini e profeti. Ad arricchire l’evento il celebro Quartetto Fonè eseguirà partiture cameristiche di Ludwig van Beethoven.