Soldati. Metamorfosi della guerra

Comprendere la radicale evoluzione della guerra avvenuta tra il Primo e il Secondo conflitto mondiale, attraverso quattro capolavori cinematografici commentati da altrettanti studiosi, a partire da alcune opere esposte nella mostra “Novecento. Arte e vita tra le due guerre in Italia” ospitata ai Musei San Domenico, che verranno presentate dal critico d’arte Alessandra Righini. I film selezionati sono emblematici di una trasformazione della guerra che, iniziata con il primo conflitto mondiale, è tuttora in corso.

È questo il filo conduttore della rassegna cinematografica “Soldati. Metamorfosi della guerra” organizzata dal Circolo Acli “L. Valli” in collaborazione con il Cinema Saffi d’essai Multisala, che si terrà ogni lunedì, dal 4 al 25 marzo con inizio alle 20,30, nella Sala100 del Cinema forlivese (viale dell’Appennino 480, Forlì).

Apre il ciclo, lunedì 4 marzo, Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick, commentato da Ilario Belloni e Andrea Panzavolta; lunedì 11 marzo sarà la volta di All’ovest niente di nuovo di Lewis Milestone, commentato da Pietro Caruso e Andrea Panzavolta; lunedì 18 marzo verrà proiettata La grande illusione di Jean Renoir, con il commento di Pietro Caruso e Andrea Panzavolta. Conclude la rassegna, lunedì 25 marzo, La vergogna di Ingmar Bergman, con chiosa di Andrea Panzavolta.
Tutte le proiezioni saranno introdotte dall’intervento iconografico di Alessandra Righini, critico d’arte, e avranno inizio alle ore 20,30.

Ingresso: 5 Euro

In Omero alla guerra si allude con l’espressione polemos kakos: un male è la guerra, ma un male necessario. Il destino che sospinge gli eroi ad affrontarsi sotto le mura di Ilio, conduce sì a stroncare giovani vite, ma nel contempo esso è una moira, una ‘parte assegnata’, alla quale nessuno può sottrarsi. Ma è solo con Platone che si assiste alla formulazione di un discorso articolato, tendente a far emergere il carattere razionale, e non meramente distruttivo, della guerra.Con la Prima guerra mondiale lo scenario è stravolto. La mobilitazione in massa e il perfezionamento delle armi da fuoco trasformano radicalmente la guerra, la quale si fa ‘totale’. L’individuo scompare. In queste condizioni l’eroe non è più colui che riesce, grazie al suo valore, a rendere illustre il suo nome oscuro, bensì il milite ignoto che seppe disfarsi della propria identità. L’anonimato diviene, così, un titolo di gloria. Questa metamorfosi consacra la fine della guerra eroica divenuta fenomeno di massa. E poiché non si desidera più il trionfo della gloria, bensì il trionfo e basta, si cerca di vincere con qualunque mezzo: persino il morale delle popolazioni, dirà Churchill, diventa un obiettivo militare. La guerra diventa, insomma, senza quartiere e non conoscerà più alcun riguardo.

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PROGRAMMA

Lunedì 4 marzo 2013, ore 20:30
Orizzonti di gloria (USA, 1957) di Stanley Kubrick
Commentano il film: Ilario Belloni e Andrea Panzavolta
Commento iconografico: Alessandra Righini

Lunedì 11 marzo 2013, ore 20:30
All’ovest niente di nuovo (USA, 1930) di Lewis Milestone
Commentano il film: Pietro Caruso e Andrea Panzavolta
Commento iconografico: Alessandra Righini

Lunedì 18 marzo 2013, ore 20:30
La grande illusione (Francia, 1937) di Jean Renoir
Commentano il film: Pietro Caruso e Andrea Panzavolta
Commento iconografico: Alessandra Righini

Lunedì 25 marzo 2013, ore 20:30
La vergogna (Svezia, 1968) di Ingmar Bergman
Commenta il film: Andrea Panzavolta
Commento iconografico: Alessandra Righini