Passeggiate nomadi sul grande schermo

È  uscito nelle librerie il nuovo volume di Andrea Panzavolta dedicato al cinema e ai suoi rapporti con la filosofia e la letteratura, dal titolo Passeggiate nomadi sul grande schermo. Saggi sul cinema da Ingmar Bergman e Tim Burton con la Prefazione di Umberto Curi (Mimesis, pp. 404, Euro 28,00).

Quelli contenuti nel volume non sono saggi di critica cinematografica in senso stretto. L’approccio ermeneutico seguito dall’autore è quello di considerare ogni singolo film scelto come un’opera aperta, come una narrazione della quale far emergere la filigrana concettuale.
Ciò che interessa all’autore è lo specifico filmico, il quale non consiste nell’univocità o nell’autoreferenzialità del linguaggio filmico, bensì nella sistematica contaminazione di generi diversi.
Ogni film, insomma, è un testo che, come vuole l’etimologia, è intessuto da diverse risonanze – filosofiche, ma anche letterarie, musicali, iconografiche – di cui si deve necessariamente tenere conto se si vuole davvero entrare nel cuore di un’opera cinematografica.
Dalla Prefazione di Umberto Curi:
“Come già nel precedente Lo spettacolo delle ombre, certamente uno dei migliori libri riguardanti il cinema apparsi in Italia negli ultimi anni, in questa sua opera più recente Andrea Panzavolta non […] indugia su questioni di carattere teorico e metodologico.
A mio giudizio, si tratta di una scelta saggia e del tutto condivisibile. Non si avverte affatto il bisogno di un ennesimo contributo sul cinema, di un ulteriore apporto ad un dibattito per molti aspetti esausto, quale è quello
che pone al centro dell’analisi la peculiarità del cinema,
o i suoi rapporti con l’industria culturale.
Se è vero in generale che vi è un tempo per tutto, il tempo di simili disquisizioni (della cui utilità, peraltro, ho sempre dubitato) può considerarsi ormai concluso.
Piuttosto che discutere in astratto intorno
al cinema, a me pare più fruttuoso e culturalmente più significativo entrare direttamente nel merito delle diverse opere cinematografiche, cimentarsi con le analisi di testi, saltando
a piè pari la fase delle pregiudiziali o del confronto fra i metodi.
È quanto opportunamente fa Panzavolta nelle pagine che seguono, invitando il lettore a seguirlo nella perlustrazione
di un buon numero di film, scelti non come paradigmi astratti di un certo modo di concepire il cinema, ma piuttosto considerati ciascuno come “opera aperta”, come “narrazione” della quale far emergere la filigrana concettuale, evidenziandone il rilievo strettamente filosofico”.
Andrea Panzavolta (Forlì,1971), è laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna, vive e lavora a Forlì. Giornalista pubblicista, collabora alla rubrica “Film in discussione” di Iride. Filosofia e discussione pubblica e ad alcune riviste di critica cinematografica. È direttore artistico del festival forlivese “L’Occidente nel labirinto” e autore di testi per il teatro. Per Mimesis ha pubblicato “Lo spettacolo delle ombre”, 2012.