Viaggio in Siria. Dalla primavera araba all’emergenza umanitaria

 

Parlare di Siria, oggi, non è facile. Non lo è soprattutto per chi intende affrontare la questione siriana al di là di posizioni ideologiche o di interpretazioni geopolitiche. Il rischio di peccare di superficialità o, peggio, di incappare nella polemica, è sempre dietro l’angolo. La complessità e la drammaticità delle vicende che riguardano quella che, non a caso, è considerata la “polveriera” del Medio Oriente, impongono una profonda conoscenza e una capacità di lettura degli eventi che in pochi oggi sembrano avere.

Difficile, dunque, parlarne, eppure doveroso. Perché se è vero che nelle ultime settimane la Siria è entrata prepotentemente nelle nostre case e nei nostri smartphone attraverso le immagini orrifiche di quei corpi bambini esanimi, distesi uno di fianco all’altro – il “massacro chimico” che in una notte ha prodotto oltre 1.400 morti -, è altrettanto vero che in Siria si continua a morire ininterrottamente da trenta mesi. Si muore per le bombe, per le torture e per la fame, nell’indifferenza e nel silenzio dei giornali mainstream e di gran parte dell’opinione pubblica.

Un silenzio rotto dai numeri: in due anni e mezzo, secondo l’Onu, hanno perso la vita in Siria 93 mila persone (dato aggiornato al 13 giugno 2013), molti di più secondo stime non ufficiali. Di questi, 7 mila sono bambini. E ancora: si contano 2 milioni di rifugiati nei Paesi confinanti (1 milione sono bambini, 740 mila sotto gli 11 anni. Fonte: Unicef) e 6,8 milioni di sfollati nei territori dell’interno.
Una tragedia umanitaria che ha fatto dire ad Antonio Guterres, Alto commissario Onu per i rifugiati, che non si registrava una “crescita così spaventosa del numero di sfollati e rifugiati” dai tempi del genocidio del Ruanda, nel 1994.

Di questo si parlerà nel corso del convegno dal titolo Viaggio in Siria – INVITO che si terrà venerdì 27 settembre alle 21 allo Sporting Club di Monza (viale Brianza 39, Monza). Patrocinato dal Comune di Monza, l’evento è organizzato da il Cuore in Siria – progetto di solidarietà a favore del popolo siriano – in collaborazione con l’associazione Zeroconfini Onlus e con la Casa della Poesia di Monza.

Saranno presenti, oltre al vicesindaco e assessore alle Pari opportunità e Politiche migratorie, Cherubina Bertola; lo studioso di Siria contemporanea e giornalista, Lorenzo Trombetta, autore del libro Siria. Dagli Ottomani agli Asad. E oltre (Mondadori) in collegamento via Skype da Beirut; Shady Hamadi, giornalista e scrittore, autore del libro La felicità araba. Storia della mia famiglia e della rivoluzione siriana (ADD Editore, con Prefazione di Dario  Fo); Muhommed Gazi Nasimi, medico e presidente di Ossmei,

l’Organizzazione siriana dei servizi medici di emergenza in Italia che regolarmente porta in Siria gli aiuti umanitari raccolti in Italia, farmaci e attrezzature ospedaliere; e Amr Hussein, presidente dell’Associazione dei Giovani musulmani d’Italia a Monza. Apriranno la serata Claudia Ceniti, de “il Cuore in Siria”; Antonetta Carrabs, presidente dell’associazione Zeroconfini, e Carlo Cappuccio, presidente dello Sporting Club di Monza, che ospita la serata.

Modera l’incontro Angelo Maria Longoni, vicecaposervizio de Il Cittadino di Monza.

“Perché ci occupiamo di Siria? Innanzitutto perché non possiamo restare indifferenti davanti a questo massacro che si consuma sotto i nostri occhi – spiega Claudia Ceniti, una delle anime del progetto il Cuore in Siria -. A fronte dell’impossibilità delle grandi Ong di entrare in Siria per la mancanza di corridoi umanitari, molte associazioni medio-piccole, di cui fanno parte volontari e semplici cittadini, lavorano instancabilmente per raccogliere aiuti e per portarli a proprie spese, e a rischio della vita, nei campi profughi e all’interno della Siria. Ognuno di noi può fare la propria parte, anche piccola, per alleviare le sofferenze di questo popolo straziato. Abbiamo il dovere morale dell’azione e dell’informazione”.

il Cuore in Siria è un progetto di solidarietà in favore del popolo siriano che nasce dall’incontro di quattro persone: Claudia Ceniti, funzionario di banca di Milano; Paola Francia, giornalista di Forlì; Pietro Tizzani, appartenente all’Arma dei Carabinieri con una lunga esperienza in Kosovo e il fotoreporter Giovanni Diffidenti, entrambi di Milano. Il gruppo collabora strettamente con Ossmei ed è impegnato nella raccolta di medicinali, attrezzature mediche e materiale didattico in tutt’Italia, anche attraverso la sua Pagina Facebook.

Shady Hamadi
È nato a Milano nel 1988 da madre italiana e padre siriano. Fino al 1997 gli è stato vietato di entrare in Siria in seguito all’esilio del padre Mohamed, membro del Movimento nazionalista arabo. Con lo scoppio della rivolta siriana contro il regime di Bashar al-Assad nel marzo 2011, Hamadi diventa un attivista per i diritti umani e un importante punto di riferimento per la causa siriana in Italia. Collabora con Il Fatto Quotidiano dove tiene un blog.

Lorenzo Trombetta
(Ph.D. 2008) È studioso di Siria contemporanea: dopo aver indagato nella sua tesi di laurea il ruolo della propaganda nell’era del Ba‘th, ha dedicato la tesi di dottorato, discussa alla Sorbona di Parigi, all’analisi della struttura del potere dominato dalla famiglia Asad. Arabista, dal 1998 ha vissuto per lunghi periodi a Damasco, dove ha perfezionato la conoscenza dell’arabo studiato alla scuola orientalistica di Roma. Giornalista professionista, dal 2005 vive stabilmente a Beirut dove è corrispondente per l’agenzia di notizie Ansa e per Limes, la rivista italiana di geopolitica. Alla Siria ha dedicato capitoli in volumi collettanei e numerosi articoli accademici e divulgativi apparsi su diverse riviste italiane e straniere. Al 2004 risale la sua prima monografia: Siria. Nel nuovo Medioriente (Editori Riuniti).


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