Quel che resta della Siria – Incontro pubblico a Cornaredo

Da ormai tre anni la Siria è lacerata da un sanguinoso conflitto di cui non si intravede la fine, travolta da una catastrofe umanitaria di proporzioni inimmaginabili. 
Per usare le parole dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, António Guterres, “quella a cui stiamo assistendo è la crisi umanitaria di sfollati e rifugiati più grave, per numeri e condizioni di vita, dalla guerra in Ruanda. E potrebbe essere la peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale”.
Difficile dare i numeri di questa crisi, se è vero che anche l’Onu ha deciso di interrompere il conteggio dei morti. Alla fine del 2013, secondo l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, erano più di 130 mila, di cui oltre 6 mila bambini, che nel rapporto dell’Oxford Research di Londra superano gli 11 mila.

A questa macabra contabilità, si aggiungono gli oltre 2 milioni e mezzo di rifugiati (la metà bambini e 425 mila hanno meno di 5 anni) che hanno trovato accoglienza in Libano, Giordania e Turchia, e i 6 milioni e mezzo di sfollati dell’interno. Per un totale di oltre 9 milioni di persone che avrebbero bisogno di assistenza immediata. Eppure, nonostante gli appelli dell’Onu e le reiterate richieste di apertura dei corridoi umanitari arrivati dalle Ong di tutto il mondo, è tuttora impossibile avere accesso alle città dell’interno, dove la popolazione civile è stremata dalla guerra, dai bombardamenti e dalla fame che ha fatto decine di vittime, per lo più bambini.

Ecco perché parlare di Siria, o meglio, di “Quel che resta della Siria”, diventa non solo necessario, ma doveroso. Lo faremo in un incontro pubblico in programma venerdì 21 febbraio alle 21 a Cornaredo (Mi), Palazzo della Filanda (piazza Libertà) organizzato da il Cuore in Siria, il progetto nato alcuni mesi fa per iniziativa di tre volontari attivi tra Milano e Forlì, Claudia Ceniti, Paola Francia e Pietro Tizzani.
Con il patrocinio del Comune di Cornaredo – Assessorato alle Politiche Sociali, e della Provincia di Milano, l’incontro sarà introdotto da Novo Umberto Maerna, vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Milano.
Interverranno la giornalista italo-siriana,
Susan Dabbous, sequestrata in Siria nell’aprile del 2013 con altri tre giornalisti italiani, vincitrice della 13ma edizione del “Premio Internazionale per la Libertà di Stampa Ist-Città di Firenze” assegnato dall’associazione Information Safety and Freedom, e Gaspare Urso, del Giornale di Sicilia.

A fare il punto sulla crisi umanitaria e dei diritti umani, presentando progetti ed esperienze, saranno Andrea Iacomini, portavoce di UNICEF Italia; Antonio Scordia, membro del Coordinamento Medio Oriente e Nord Africa della Sezione Italiana di Amnesty International e Stefano Crespan, di Ai.Bi. Associazione Amici del Bambini, organizzazione impegnata a contrastare l’abbandono minorile attraverso l’adozione internazionale, l’affido, il sostegno a distanza e la cooperazione.
Per il Cuore in Siria interverranno Claudia Ceniti e Paola Francia. Modera l’incontro Joshua Evangelista, responsabile editoriale della rivista Frontiere News.

Il fotografo Orazio Truglio allestirà la mostra fotografica con gli scatti realizzati al campo profughi di Bab al-Salam.

Quel che resta della Siria – INVITO


il Cuore in Siria è un progetto di solidarietà a favore del popolo siriano, per la raccolta di medicinali, attrezzature mediche, giochi per bambini e materiale didattico. Il progetto è nato alcuni mesi fa per iniziativa di tre volontari attivi tra Milano e Forlì: Claudia Ceniti, funzionario di banca di Milano; Paola Francia, giornalista di Forlì e Pietro Tizzani, appartenente all’Arma dei Carabinieri di Milano con esperienza in Kosovo. Ad oggi sono due le ambulanze inviate in Siria cariche di attrezzature mediche. Informazioni più dettagliate sulla Pagina Facebook.

Susan Dabbous
Giornalista italo-siriana, vive tra Beirut e Gerusalemme, collabora con molte testate italiane, soprattutto con il quotidiano Avvenire. Ha seg
uito da vicino gli eventi in Siria dal marzo 2011 en ell’agosto 2012 la radicalizzazione dei conflitti, dopo l’arrivo in Siria di alcuni gruppi jihadist. Nel dicembre del 2012 ha coscritto la sceneggiatura di “Border”, film di Alessio Cremonini, basato sulla storia vera di una drammatica fuga di due sorelle dalla Siria alla Turchia. Nell’aprile del 2013 è stata sequestrata in Siria e tenuta prigioniera con altri tre giornalisti italiani, rilasciati dopo undici giorni. Vincitrice a dicembre del 2013 della 13/a edizione del Premio Internazionale per la Libertà di Stampa Ist-Città di Firenze dell’associazione Information Safety and Freedom. A marzo 2014 uscirà il diario del suo rapimento dal titolo
Come vuoi morire? (Castelvecchi). Prima di occuparsi di Medio Oriente, ha scritto reportage da Washington e da Parigi dove si è concentrata su tematiche sociali: integrazione, razzismo e migrazione.

Gaspare Urso
Giornalista, da dieci anni scrive per il Giornale di Sicilia. Vive e lavora a Siracusa dove si occupa prevalentemente di cronaca politica e nera. Laureato in Scienze della comunicazione, è corrispondente da Siracusa per l’Agi. Ha diretto il mensile bimestrale di cultura e attualità Mag magazine e il sito “La grande testata”.

Andrea Iacomini
Portavoce dell’UNICEF Italia, giornalista professionista. Ha iniziato il suo percorso da giovanissimo impegnandosi come volontario nel mondo dell’associazionismo politico, scoutistico e sociale. Nel 2008 è approdato all’UNICEF Italia come capo ufficio stampa dopo alcune esperienze come portavoce presso l’OICS e l’assessorato all’Infanzia del Comune di Roma. Nel 2012 è stato nominato portavoce nazionale. Blogger, autore di articoli e approfondimenti di attualità, politica estera ed interna e reportage dall’Iraq, Giordania e Sierra Leone. Ha pubblicato nel 2007 il libro Buona Strada.

Joshua Evangelista
Responsabile editoriale di Frontierenews.it, ha collaborato con Sky Tg 24 e Leggo e scritto, tra gli altri, per L’Unità, Paese Sera e Libertà civili. È coautore del documentario sull’Iraq curdo “Makhmur” e del libro Ripartire. Su Radio Dirittozero conduce #zerofrontiere.


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